Storia

Cronologia

La storia del Milan dal 1899 a oggi. Scorri la cronologia o scegli un periodo, e leggi qui sotto la storia di ogni epoca.

18992026
  1. Fondazione e primi titoli

    Nasce il club

    Il Milan Foot-Ball and Cricket Club fu fondato nel dicembre 1899 da un gruppo di inglesi e italiani. Alfred Edwards fu il primo presidente, mentre Herbert Kilpin guidava la squadra di calcio. Il primo ritrovo del club fu un'osteria nel centro di Milano.

  2. Rosso e nero

    Kilpin scelse i colori rosso e nero. Il rosso doveva rappresentare il fuoco e il nero la paura che la squadra avrebbe incusso agli avversari. Il soprannome «il Diavolo» risale a quel periodo.

  3. L'iscrizione alla Federazione

    Appena un mese dopo la fondazione, Edwards iscrisse il club alla Federazione italiana. Così il Milan poté disputare il campionato italiano. La squadra giocò le prime partite su un campo semplice in piazza Doria.

  4. Primo scudetto

    Il Milan vinse il suo primo campionato italiano, interrompendo il dominio del Genoa. Fino ad allora il Genoa aveva vinto tutti i campionati. Kilpin era il capitano della squadra che scrisse il primo capitolo della storia del club.

  5. Altri scudetti

    Dopo cinque anni senza titoli il Milan tornò il migliore d'Italia. La squadra aveva un undici titolare più solido, e l'interesse per il calcio cresceva rapidamente in città.

  6. Terzo scudetto

    Il Milan difese il titolo e vinse il terzo scudetto. Nessuno poteva saperlo allora, ma sarebbero passati 44 anni prima che il club vincesse di nuovo il campionato.

  7. La scissione da cui nacque l'Inter

    Un contrasto sull'impiego dei giocatori stranieri portò un gruppo di soci alla scissione. Nel marzo 1908 fondarono il Football Club Internazionale. Da allora Milano ha due grandi club, e il derby tra loro è diventato una delle più grandi rivalità cittadine del mondo.

  8. Pirelli diventa presidente

    L'industriale Piero Pirelli diventò presidente. Rimase in carica per quasi 20 anni ed ebbe un ruolo fondamentale per il club, anche perché in seguito fu lui a promuovere la costruzione di San Siro.

  9. La guerra ferma il calcio

    Quando nel 1915 l'Italia entrò nella prima guerra mondiale, il campionato nazionale fu sospeso. Molti giocatori furono chiamati alle armi, e ci vollero diversi anni prima che il calcio tornasse alla normalità.

  10. Nuovo nome

    Dopo la guerra il club cambiò nome in Milan Football Club. Il cricket era sparito da tempo, e il calcio era diventato l'unico sport del club.

  11. San Siro e gli anni tra le due guerre

    Nasce San Siro

    Lo stadio, voluto dal presidente Piero Pirelli, fu inaugurato il 19 settembre 1926. La costruzione richiese circa 13 mesi. L'Inter vinse la partita inaugurale 6–3 contro il Milan davanti a circa 35.000 spettatori.

  12. La prima partita ufficiale

    La prima partita di campionato nel nuovo stadio si giocò nell'ottobre 1926. Il Milan perse 2–1 contro la Sampierdarenese, un club di Genova. Fu un inizio difficile nella nuova casa.

  13. Pirelli lascia

    Piero Pirelli lasciò la presidenza dopo quasi 20 anni. Lasciava uno stadio e un club solido, ma nessuno scudetto in più.

  14. La Serie A diventa girone unico

    Dalla stagione 1929–30 il campionato italiano si disputò come un unico torneo nazionale con girone all'italiana. Il Milan c'era fin dall'inizio, e il campionato assunse così la forma che ha ancora oggi.

  15. Il Comune rileva San Siro

    Il Comune di Milano diventò proprietario dello stadio e lo ampliò in modo che le tribune circondassero tutto il campo. La capienza salì a circa 55.000 posti.

  16. Quattro semifinali di fila

    Il Milan raggiunse la semifinale di Coppa Italia per quattro stagioni consecutive, ma non arrivò mai fino in fondo. In campionato il terzo posto fu il miglior risultato del periodo.

  17. Arriva Boffi

    L'attaccante Aldo Boffi arrivò al Milan e diventò presto il grande bomber della squadra. È ancora tra i cinque migliori marcatori di sempre del club.

  18. Mitropa Cup

    Il Milan partecipò alla Coppa Mitropa, il grande torneo per club dell'Europa centrale prima della guerra. È considerata un precursore delle attuali coppe europee.

  19. Capocannoniere Boffi

    Aldo Boffi fu capocannoniere della Serie A nel 1938–39, a pari merito con Hector Puricelli. Vinse di nuovo il titolo nel 1939–40 e nel 1941–42.

  20. Costretto a un nome italiano

    Sotto il fascismo i nomi inglesi erano malvisti, e il club dovette cambiare nome in Associazione Calcio Milano. Il «Milan» all'inglese tornò solo dopo la guerra.

  21. Il Gre-No-Li e la rinascita

    Meazza in rossonero

    Giuseppe Meazza, la più grande stella dell'Inter, passò al Milan. Giocò in rossonero per due stagioni. Oggi San Siro porta ufficialmente il suo nome.

  22. Il terzo titolo di capocannoniere di Boffi

    Aldo Boffi fu capocannoniere della Serie A per la terza volta nel 1941–42. Poco dopo la guerra fermò il campionato regolare.

  23. Di nuovo «Milan»

    Dopo la seconda guerra mondiale il club prese il nome di Associazione Calcio Milan. Il «Milan» all'inglese era tornato, ed è rimasto così da allora.

  24. Arriva Nordahl

    L'attaccante svedese Gunnar Nordahl arrivò al Milan nel gennaio 1949. L'anno prima aveva vinto l'oro olimpico con la Svezia. Nordahl segnò 16 gol nelle prime 15 partite.

  25. Il Gre-No-Li è completo

    Nell'estate 1949 arrivarono anche gli svedesi Gunnar Gren e Nils Liedholm. Il trio fu soprannominato Gre-No-Li dalle iniziali dei cognomi. Liedholm rimase al club per molti anni, in seguito anche come allenatore.

  26. 7–1 a Torino

    Nel febbraio 1950 il Milan travolse la Juventus 7–1 in trasferta. Quella stagione la squadra segnò più di cento gol in campionato, ma lo scudetto andò comunque alla Juventus.

  27. Primo scudetto dal 1907

    Il Milan vinse lo scudetto 1950–51, il primo dopo 44 anni. L'allenatore era l'ungherese Lajos Czeizler, e Nordahl fu capocannoniere. L'attesa era finalmente finita.

  28. Coppa Latina

    Nel giugno 1951 il Milan batté i francesi del Lille 5–0 nella finale della Coppa Latina a San Siro. Il torneo riuniva i campioni di Italia, Spagna, Portogallo e Francia ed era un precursore della Coppa dei Campioni.

  29. Arriva Schiaffino

    L'uruguaiano Juan Alberto Schiaffino, campione del mondo nel 1950, arrivò al Milan. Diventò uno dei giocatori più importanti della squadra per il resto del decennio.

  30. Scudetto numero cinque

    Il Milan vinse la Serie A 1954–55. Nordahl fu capocannoniere per la quinta e ultima volta.

  31. Ancora Coppa Latina

    Il Milan vinse la Coppa Latina per la seconda volta battendo l'Athletic Bilbao 3–1 nella finale di Milano. Il club aveva così vinto il prestigioso torneo due volte in cinque anni.

  32. Scudetto numero sei

    Il Milan vinse la Serie A 1956–57 e si qualificò così per la seconda volta alla Coppa dei Campioni. Quella volta la squadra sarebbe arrivata fino in finale.

  33. Prima finale di Coppa dei Campioni

    Il Milan raggiunse la finale di Coppa dei Campioni a Bruxelles, ma perse 3–2 ai tempi supplementari contro il Real Madrid. Il Milan fu due volte in vantaggio, ma Paco Gento decise la partita nel finale dei supplementari.

  34. Scudetto numero sette

    Il Milan vinse la Serie A 1958–59 con, tra gli altri, Liedholm, Schiaffino e il giovane José Altafini in squadra. Il decennio si chiuse così con quattro scudetti.

  35. Rocco, Rivera e l'Europa

    Arriva Rivera

    Gianni Rivera arrivò al Milan dall'Alessandria da adolescente. Giocò per il club 19 stagioni ed è ancora tra i giocatori con più presenze e più gol nella storia del Milan.

  36. Lo scudetto di Rocco

    Nereo Rocco arrivò al Milan nel 1961 e portò la squadra allo scudetto già alla prima stagione. Il giovane Rivera e il bomber Altafini furono decisivi. Rocco puntava su una difesa solida e su ripartenze veloci.

  37. Prima Coppa dei Campioni

    Il 22 maggio 1963 il Milan batté il Benfica 2–1 a Wembley e diventò la prima squadra italiana a vincere la Coppa dei Campioni. Eusébio portò in vantaggio il Benfica, ma Altafini segnò due volte su assist di Rivera. Altafini realizzò 14 gol nel torneo quella stagione. Il capitano Cesare Maldini, padre di Paolo, alzò la coppa.

  38. Sconfitta contro il Santos di Pelé

    Da campione d'Europa il Milan affrontò i brasiliani del Santos nella Coppa Intercontinentale. Il Milan vinse in casa, ma perse in trasferta, e il Santos vinse lo spareggio decisivo a Rio de Janeiro. A fine stagione Rocco lasciò il club per un periodo.

  39. La prima Coppa Italia

    Il Milan vinse la Coppa Italia per la prima volta. Lo stesso anno Nereo Rocco tornò in panchina, gettando le basi per una nuova età dell'oro.

  40. Scudetto e Coppa delle Coppe

    Il Milan vinse la Serie A 1967–68 e batté l'Amburgo 2–0 nella finale di Coppa delle Coppe a Rotterdam. Lo svedese Kurt Hamrin segnò entrambi i gol.

  41. La seconda Coppa dei Campioni

    Il 28 maggio 1969 il Milan travolse l'Ajax 4–1 nella finale di Coppa dei Campioni a Madrid. Pierino Prati segnò tre dei gol. Sulla strada verso la finale il Milan aveva eliminato i campioni in carica del Manchester United.

  42. Coppa Intercontinentale e Pallone d'Oro

    Il Milan batté l'Estudiantes 3–0 in casa e perse 2–1 in un ritorno violentissimo a Buenos Aires, risultato che bastò per vincere nel doppio confronto. Lo stesso anno Gianni Rivera fu eletto miglior giocatore d'Europa con il Pallone d'Oro.

  43. Un'altra Coppa Italia

    Il Milan vinse la Coppa Italia per la seconda volta. In quegli anni il club era spesso vicino alla vetta in campionato, ma otteneva più successi nelle coppe.

  44. La Coppa delle Coppe e la «fatal Verona»

    Il Milan batté il Leeds United 1–0 nella finale di Coppa delle Coppe a Salonicco e vinse anche la Coppa Italia. Quattro giorni dopo la finale la squadra perse 5–3 a Verona all'ultima giornata, e lo scudetto andò alla Juventus. Quella sconfitta è diventata un modo di dire tra i tifosi rossoneri.

  45. Finale di coppa contro l'Inter

    Il Milan vinse la Coppa Italia per la quarta volta battendo l'Inter 2–0 in finale. Battere i rivali cittadini in una finale rese la vittoria ancora più dolce per i tifosi.

  46. Decimo scudetto e la stella

    Con Nils Liedholm in panchina il Milan vinse il decimo scudetto nel 1978–79 e conquistò la stella sulla maglia. Rivera si ritirò a fine stagione ed entrò nella dirigenza del club.

  47. Dallo scandalo alla vetta del mondo

    La retrocessione del Totonero

    Il 23 marzo 1980 diversi giocatori di Serie A furono arrestati dopo le partite di campionato, tra cui il portiere del Milan Enrico Albertosi e il presidente Felice Colombo. L'inchiesta riguardava scommesse illegali e partite truccate. Il Milan fu retrocesso d'ufficio in Serie B e Colombo fu radiato dal calcio.

  48. Su, giù e di nuovo su

    Il Milan vinse la Serie B 1980–81 e risalì subito, ma retrocesse di nuovo nel 1981–82, questa volta per i cattivi risultati sul campo. La squadra vinse la Serie B anche nel 1982–83 e tornò presto in Serie A.

  49. L'esordio di Maldini

    Paolo Maldini, figlio del capitano della Coppa dei Campioni Cesare, esordì con il Milan nel gennaio 1985 a 16 anni. Giocò tutta la carriera nel club ed è il giocatore con più presenze nella storia del Milan.

  50. Berlusconi acquista il club

    Silvio Berlusconi salvò il Milan dal fallimento il 20 febbraio 1986. Promise un calcio spettacolare e un Milan migliore del mondo. La squadra fu presentata con un atterraggio in elicottero all'Arena Civica, accompagnato dalla musica di Wagner.

  51. Sacchi e gli olandesi

    Berlusconi ingaggiò Arrigo Sacchi, che non aveva mai giocato ad alto livello. Nello stesso periodo arrivarono Marco van Basten e Ruud Gullit. Gullit vinse il Pallone d'Oro quello stesso anno.

  52. Il primo scudetto di Sacchi

    Il Milan vinse la Serie A 1987–88 davanti al Napoli di Diego Maradona. La partita decisiva fu il 3–2 a Napoli il 1º maggio 1988. L'estate successiva arrivò Frank Rijkaard, e il trio olandese fu completo.

  53. Il ritorno della Coppa dei Campioni

    Il Milan travolse il Real Madrid 5–0 in semifinale e batté la Steaua Bucarest 4–0 nella finale di Barcellona il 24 maggio 1989. Gullit e Van Basten segnarono due gol a testa. Più avanti nello stesso anno il Milan vinse anche la Coppa Intercontinentale contro l'Atlético Nacional e la Supercoppa UEFA.

  54. Bis in Coppa dei Campioni

    Il Milan batté il Benfica 1–0 nella finale di Vienna con un gol di Rijkaard e fu l'ultima squadra a difendere la Coppa dei Campioni prima che diventasse Champions League. La squadra vinse di nuovo sia la Coppa Intercontinentale, contro l'Olimpia, sia la Supercoppa. In campionato il Milan perse lo scudetto dopo un'altra amara sconfitta a Verona.

  55. La notte di Marsiglia

    Nei quarti di finale di Coppa dei Campioni contro il Marsiglia si spense parte dell'illuminazione dello stadio mentre il Milan era sotto 1–0. Il Milan si rifiutò di continuare a giocare, e la partita fu sospesa. La UEFA squalificò il club dalle coppe europee per un anno, e Sacchi passò poi alla Nazionale.

  56. Campione da imbattuto

    Nella prima stagione di Fabio Capello il Milan attraversò l'intera Serie A 1991–92 senza una sola sconfitta. La striscia di imbattibilità iniziò nel maggio 1991 e durò fino al marzo 1993, per un totale di 58 partite di campionato. È ancora il record della Serie A.

  57. Fine della striscia

    Il Parma interruppe la striscia di imbattibilità vincendo 1–0 a San Siro il 21 marzo 1993. Il Milan vinse comunque il secondo scudetto consecutivo, ma perse la finale di Champions League 1–0 contro il Marsiglia a Monaco di Baviera.

  58. Barcellona travolto ad Atene

    Il Milan vinse il terzo scudetto consecutivo e travolse il Barcellona di Johan Cruyff 4–0 nella finale di Champions League ad Atene il 18 maggio 1994. Baresi e Costacurta erano squalificati, ma la difesa non subì comunque gol. Daniele Massaro segnò due delle reti.

  59. Weah e un nuovo scudetto

    Il Milan raggiunse la sua terza finale di Champions League consecutiva nel 1995, ma perse 1–0 contro l'Ajax a Vienna. Lo stesso anno il liberiano George Weah vinse il Pallone d'Oro da giocatore del Milan. Con Weah e Roberto Baggio in attacco il Milan vinse la Serie A 1995–96, prima che Capello partisse per il Real Madrid.

  60. Baresi si ritira

    Dopo una stagione difficile Franco Baresi chiuse la carriera nel 1997. Il club ritirò la maglia numero 6 in onore del capitano.

  61. Lo scudetto del centenario

    Con Alberto Zaccheroni il Milan vinse la Serie A 1998–99, il 16º scudetto del club. La squadra riprese la Lazio nel finale di stagione e si assicurò il titolo vincendo a Perugia all'ultima giornata. Fu il centenario perfetto.

  62. Gli anni di Ancelotti e una lunga caduta

    Il derby finito 6–0

    Nel maggio 2001 il Milan vinse 6–0 in casa dell'Inter, una delle più grandi vittorie nella storia del derby. Shevchenko segnò due dei gol. Per il resto la stagione fu deludente.

  63. Ancelotti allenatore

    Nel novembre 2001 Carlo Ancelotti prese il posto di Fatih Terim. Nello stesso periodo arrivarono giocatori come Andrea Pirlo, Filippo Inzaghi e Rui Costa. L'anno dopo seguirono Alessandro Nesta e Clarence Seedorf.

  64. Champions League all'Old Trafford

    Il Milan batté la Juventus ai rigori dopo lo 0–0 nella finale di Manchester. Shevchenko segnò il rigore decisivo. Lungo il cammino il Milan aveva eliminato l'Inter in semifinale. La stessa primavera la squadra vinse anche la Coppa Italia contro la Roma.

  65. Scudetto numero 17

    Il Milan di Ancelotti vinse la Serie A 2003–04 con il nuovo arrivato Kaká, dal San Paolo, tra le stelle. Shevchenko fu capocannoniere e vinse il Pallone d'Oro lo stesso anno.

  66. L'incubo di Istanbul

    Il Milan era avanti 3–0 all'intervallo nella finale di Champions League contro il Liverpool grazie ai gol di Maldini e alla doppietta di Hernán Crespo. Il Liverpool pareggiò con tre gol in sei minuti e vinse ai rigori. Quella sconfitta è considerata una delle più clamorose nella storia delle finali.

  67. Penalizzazione per Calciopoli

    Il Milan fu penalizzato nello scandalo arbitrale di Calciopoli, sia per il 2005–06 sia con una penalizzazione nel 2006–07, ridotta da 15 a 8 punti dopo il ricorso. La stessa estate Shevchenko fu ceduto al Chelsea.

  68. La rivincita di Atene

    Il Milan batté il Liverpool 2–1 nella finale di Champions League il 23 maggio 2007, con una doppietta di Filippo Inzaghi. Era la settima Coppa dei Campioni del club. Quello stesso autunno la squadra vinse anche la Supercoppa UEFA.

  69. Campione del mondo e Pallone d'Oro

    A dicembre il Milan batté il Boca Juniors 4–2 nella finale del Mondiale per club in Giappone. Kaká vinse il Pallone d'Oro lo stesso anno. Il Milan diventò così il primo club europeo a vincere il nuovo torneo.

  70. La fine di un'era

    Paolo Maldini giocò la sua ultima partita con il Milan dopo 25 stagioni in prima squadra. La stessa estate Ancelotti passò al Chelsea e Kaká fu ceduto al Real Madrid.

  71. Scudetto numero 18

    Nell'autunno 2010 il Milan prese Zlatan Ibrahimović dal Barcellona e Robinho dal Manchester City, con Massimiliano Allegri nuovo allenatore. Il Milan conquistò lo scudetto il 7 maggio 2011 dopo lo 0–0 con la Roma. Più avanti nello stesso anno la squadra vinse anche la Supercoppa Italiana contro l'Inter.

  72. Il grande esodo

    Nell'estate 2012 il Milan cedette sia Ibrahimović sia Thiago Silva al Paris Saint-Germain. Nello stesso periodo lasciarono il club veterani come Nesta, Gattuso, Seedorf e Inzaghi. Fu l'inizio di diversi anni difficili.

  73. La Supercoppa a Doha

    Con Vincenzo Montella il Milan batté la Juventus ai rigori nella Supercoppa Italiana in Qatar nel dicembre 2016. Era il primo trofeo del club in cinque anni.

  74. Fine dell'era Berlusconi

    Il 13 aprile 2017 Berlusconi cedette il club per 740 milioni di euro a una società cinese guidata da Li Yonghong. Con Berlusconi il Milan aveva vinto 29 trofei in 31 anni. La nuova proprietà spese molto sul mercato nell'estate successiva.

  75. Arriva Elliott

    L'acquisto era finanziato con un prestito del fondo d'investimento Elliott Management. Quando Li non riuscì a rimborsarlo in tempo, Elliott prese il controllo del club nel luglio 2018. Poco dopo Paolo Maldini tornò come dirigente.

  76. Esclusione dall'Europa e arriva Pioli

    Il Milan fu escluso dall'Europa League 2019–20 per violazione delle regole UEFA sul fair play finanziario. Dopo un cattivo avvio di stagione, nell'ottobre 2019 fu chiamato in panchina Stefano Pioli.

  77. Nuovo scudetto, nuova era

    Il ritorno di Ibrahimović

    Zlatan Ibrahimović tornò al Milan nel gennaio 2020, a 38 anni. Diventò un leader per una squadra giovane. Dopo la pausa per la pandemia la squadra rimase imbattuta per il resto della stagione, e Pioli fu confermato.

  78. Ritorno in Champions League

    Il Milan chiuse al secondo posto la Serie A 2020–21. Il club tornò così in Champions League per la prima volta dalla stagione 2013–14.

  79. Scudetto numero 19

    Il Milan di Stefano Pioli vinse la Serie A il 22 maggio 2022 con il record del club di 86 punti. La squadra chiuse i conti con il 3–0 in casa del Sassuolo all'ultima giornata. Rafael Leão fu eletto miglior giocatore della stagione di Serie A.

  80. RedBird nuovo proprietario

    La società d'investimento statunitense RedBird Capital Partners, guidata da Gerry Cardinale, completò l'acquisto del Milan il 31 agosto 2022. Il prezzo fu di circa 1,2 miliardi di euro, ed Elliott mantenne una quota di minoranza.

  81. Semifinale e addio di Maldini

    Il Milan raggiunse la semifinale di Champions League per la prima volta dal 2007, ma perse entrambe le partite contro l'Inter. Nel giugno 2023 il club sollevò Paolo Maldini dall'incarico di direttore tecnico. Ibrahimović si ritirò lo stesso mese.

  82. La morte di Berlusconi

    Silvio Berlusconi morì il 12 giugno 2023. Fu proprietario del Milan per 31 anni, e con lui il club vinse tra l'altro cinque Coppe dei Campioni o Champions League e otto scudetti.

  83. Pioli lascia

    Stefano Pioli lasciò dopo quasi cinque stagioni e fu sostituito da Paulo Fonseca. Fonseca fu esonerato nel dicembre 2024, e Sérgio Conceição subentrò il 30 dicembre.

  84. Rimonta a Riad

    Nel gennaio 2025 il Milan vinse la Supercoppa Italiana in Arabia Saudita. In finale era sotto 2–0 contro l'Inter, ma vinse 3–2 con i gol di Theo Hernández, Christian Pulisic e Tammy Abraham proprio allo scadere. Era appena la seconda partita di Conceição in panchina.

  85. Il ritorno di Allegri

    Dopo la finale di Coppa Italia persa contro il Bologna e l'ottavo posto in campionato, il Milan rimase fuori dall'Europa per la prima volta dal 2016. Il 30 maggio 2025 Massimiliano Allegri fu presentato come allenatore per la seconda volta, undici anni dopo aver lasciato il club. Igli Tare diventò il nuovo direttore sportivo. Luka Modrić fu tra i giocatori arrivati quell'estate.

  86. Acquista San Siro

    Il consiglio comunale di Milano approvò la vendita il 30 settembre 2025, e a novembre Milan e Inter acquistarono lo stadio e l'area circostante per 197 milioni di euro. Il progetto è costruire un nuovo stadio.

  87. Quinto posto e cambio in panchina

    Con il ritorno di Allegri il Milan chiuse il 2025–26 al quinto posto con 70 punti e si qualificò per l'Europa League. Una sconfitta casalinga per 2–1 contro il Cagliari all'ultima giornata costò il posto in Champions League. Allegri fu esonerato il giorno dopo.

  88. Amorim nuovo allenatore

    Il 16 giugno 2026 il portoghese Rúben Amorim è stato presentato come nuovo allenatore. In passato aveva ottenuto grandi successi con lo Sporting a Lisbona, ma aveva vissuto un periodo difficile al Manchester United.

  89. È morto Franco Baresi

    La leggenda e capitano Franco Baresi è morto a 66 anni, e il Milan ne ha annunciato la scomparsa il 31 luglio 2026. Ha giocato tutta la carriera nel Milan, dal 1977 al 1997, e la maglia numero 6 è stata ritirata.

  90. I 100 anni di San Siro

    Lo stadio ha compiuto 100 anni il 19 settembre 2026. Il Milan ha celebrato l'anniversario con una cerimonia prima della partita casalinga contro il Lecce. La festa è stata segnata dal fatto che lo stadio, secondo i piani, sarà sostituito da uno nuovo.

1899–1919

Fondazione e primi titoli

Il Milan fu fondato da inglesi e italiani nel dicembre 1899 e vinse tre scudetti prima della prima guerra mondiale. Nello stesso periodo una lite interna portò alla nascita dei rivali cittadini dell'Inter.

Intorno al 1900 Milano era una città in rapida crescita, con fabbriche, commerci e molti stranieri. Tra questi c'era un gruppo di inglesi che avevano portato con sé il calcio da casa. Nel dicembre 1899 si unirono ad amici italiani e fondarono il Milan Foot-Ball and Cricket Club, con Alfred Edwards presidente e Herbert Kilpin leader in campo. Il nome fu scritto all'inglese, «Milan», ed è rimasto così.

Herbert Kilpin era il cuore del primo club. Era capitano, allenatore e anima della squadra, ed è a lui che si attribuiscono i colori. Secondo il racconto disse che la squadra sarebbe stata una squadra di diavoli, rossa come il fuoco e nera come la paura che avrebbe incusso agli avversari. Per questo i tifosi chiamano ancora il Milan «il Diavolo».

Il successo arrivò in fretta. Nel 1901 il Milan spezzò il dominio del Genoa sul campionato italiano, e nel 1906 e nel 1907 arrivarono altri due titoli. All'epoca il calcio era uno sport per pochi, con piccole tribune e partite su campi semplici, ma il Milan diventò presto un nome noto in tutto il Paese.

Poi arrivò la rottura. Nel 1908 nel club nacque un contrasto su quanti giocatori stranieri la squadra potesse schierare, e un gruppo di soci lasciò il Milan e fondò l'Internazionale. Fu l'inizio del Derby della Madonnina, una delle sfide cittadine più famose del mondo. Dopo i primi tre titoli seguì un lungo digiuno, e la prima guerra mondiale fermò il calcio per diversi anni.

1920–1939

San Siro e gli anni tra le due guerre

Il Milan ebbe il suo stadio nel 1926, ma non vinse titoli tra le due guerre. Il periodo fu segnato da squadre senza acuti, dall'ingerenza del fascismo e dal bomber Aldo Boffi.

Gli anni tra le due guerre furono magri per il Milan sul campo. Il club era stabile nella massima serie, ma doveva guardare Inter, Juventus, Bologna e altre squadre conquistare i titoli. Per i tifosi furono anni di speranze raramente esaudite.

L'evento più importante avvenne fuori dal campo. Il presidente Piero Pirelli fece costruire uno stadio di proprietà nel quartiere di San Siro, inaugurato nel settembre 1926 con un derby contro l'Inter. Il Milan perse 6–3, ma ebbe una casa destinata a diventare uno degli stadi più famosi del mondo. Nel 1935 il Comune ne prese la proprietà e ampliò le tribune.

Dal 1929 la Serie A si giocò come un unico campionato nazionale, come lo conosciamo oggi. Nello stesso periodo il regime fascista si intromise sempre di più nello sport. I nomi inglesi non piacevano al potere, e nel 1939 il club dovette adottare il nome italiano Associazione Calcio Milano.

Verso la fine degli anni Trenta i tifosi ebbero comunque qualcosa per cui esultare. L'attaccante Aldo Boffi arrivò al club nel 1936 e diventò capocannoniere della Serie A. Il Milan raggiunse la semifinale di Coppa Italia quattro anni di fila e si misurò nella Coppa Mitropa, il grande torneo dell'epoca per i club dell'Europa centrale.

1940–1959

Il Gre-No-Li e la rinascita

Dopo la guerra il Milan tornò una grande squadra con il trio svedese Gren, Nordahl e Liedholm. Il club vinse quattro scudetti negli anni Cinquanta e giocò la sua prima finale di Coppa dei Campioni.

Gli anni della guerra furono duri per Milano e per il calcio. La città fu bombardata, il campionato fu interrotto, e il club dovette usare un nome italiano imposto. Un raggio di luce fu che la leggenda dell'Inter Giuseppe Meazza giocò per il Milan per due stagioni intorno al 1940. Dopo la Liberazione nel 1945 il club riebbe il nome Milan.

La svolta arrivò nel 1949. La Svezia aveva vinto l'oro olimpico a Londra l'anno prima, e il Milan prese prima l'attaccante Gunnar Nordahl e poi Gunnar Gren e Nils Liedholm. Il trio fu soprannominato Gre-No-Li. Nordahl era una potente macchina da gol, Gren un regista intelligente e Liedholm un centrocampista elegante che non sbagliava quasi mai un passaggio. Già nella prima stagione la squadra segnò più di cento gol in campionato e vinse 7–1 in casa della Juventus.

Nel 1951 lo scudetto tornò finalmente dopo 44 anni, e quella stessa estate il Milan vinse la Coppa Latina, un torneo tra i campioni di Italia, Spagna, Portogallo e Francia. Nordahl fu capocannoniere della Serie A cinque volte ed è ancora il miglior marcatore di sempre del club. Più tardi arrivarono l'uruguaiano Juan Alberto Schiaffino, campione del mondo nel 1950, e il brasiliano José Altafini.

Il Milan vinse lo scudetto anche nel 1955, 1957 e 1959 ed era ormai una delle migliori squadre d'Europa. Nel 1958 il club raggiunse la sua prima finale di Coppa dei Campioni, ma perse 3–2 ai supplementari contro il Real Madrid. Per i tifosi quel decennio fu una rinascita. Il Milan non era più la squadra che guardava vincere gli altri, ma la squadra che tutti volevano battere.

1960–1979

Rocco, Rivera e l'Europa

Con Nereo Rocco in panchina e Gianni Rivera come stella, il Milan diventò per la prima volta il migliore d'Europa. Il periodo si chiuse con il decimo scudetto e la stella sulla maglia.

Nel 1960 arrivò al Milan un ragazzo dall'Alessandria. Gianni Rivera era esile ed elegante, ma aveva una visione di gioco che pochi altri possedevano. Diventò la grande stella del club per quasi 20 anni e si guadagnò il soprannome di «Golden Boy». Nel 1969 fu il primo giocatore nato in Italia a vincere il Pallone d'Oro.

L'allenatore che diede a Rivera la sua cornice fu il triestino Nereo Rocco. Rocco era noto per un gioco difensivo prudente e ben organizzato, in cui la squadra doveva prima di tutto non subire gol e poi colpire in contropiede. Funzionava. Il Milan vinse lo scudetto nel 1962, e l'anno dopo batté il Benfica a Wembley diventando la prima squadra italiana a vincere la Coppa dei Campioni. Il brasiliano José Altafini segnò entrambi i gol della finale su assist di Rivera.

Rocco se ne andò per un periodo, ma tornò nel 1967 e regalò al club una nuova stagione d'oro. Il Milan vinse lo scudetto e la Coppa delle Coppe nel 1968, e nel 1969 l'Ajax del giovane Johan Cruyff fu travolto 4–1 nella finale di Coppa dei Campioni a Madrid. Nell'autunno dello stesso anno il Milan batté gli argentini dell'Estudiantes nella Coppa Intercontinentale, con una partita di ritorno ricordata come una delle più brutali della storia.

Gli anni Settanta furono più altalenanti. Il Milan vinse più volte la Coppa Italia e di nuovo la Coppa delle Coppe nel 1973, ma lo stesso anno perse lo scudetto all'ultima giornata, battuto 5–3 a Verona. Quella sconfitta è ancora chiamata «fatal Verona» dai tifosi. Nel frattempo Inter e Juventus erano spesso più forti in campionato.

Il periodo ebbe comunque un bel finale. Con Nils Liedholm in panchina il Milan vinse il decimo scudetto nel 1979 e conquistò il diritto di portare una stella sopra lo stemma. Rivera si ritirò a fine stagione. Un'epoca era finita, e nessuno immaginava quanto sarebbero stati bui gli anni successivi.

1980–1999

Dallo scandalo alla vetta del mondo

Il decennio iniziò con una retrocessione d'ufficio e un quasi fallimento, ma Berlusconi, Sacchi e Capello fecero del Milan una delle più grandi squadre di club di sempre.

Appena un anno dopo la stella, il Milan precipitò. Nel marzo 1980 diversi giocatori e il presidente Felice Colombo furono arrestati nello scandalo del Totonero, legato a scommesse illegali e partite truccate. Il Milan fu retrocesso d'ufficio in Serie B e il presidente fu radiato dal calcio. La squadra risalì in fretta, ma retrocesse di nuovo sul campo nel 1982, la stessa estate in cui l'Italia diventò campione del mondo.

A metà degli anni Ottanta il club era quasi al verde. I momenti positivi erano pochi, ma importanti. Il giovane Franco Baresi era diventato capitano, e nel gennaio 1985 esordì un terzino sinistro di 16 anni di nome Paolo Maldini. Nel febbraio 1986 l'imprenditore dei media Silvio Berlusconi acquistò il club e lo salvò dal fallimento. Presentò la squadra atterrando in elicottero all'Arena Civica mentre la «Cavalcata delle Valchirie» di Wagner risuonava nello stadio.

Berlusconi scommise su un allenatore quasi sconosciuto arrivato dal Parma, Arrigo Sacchi, e prese gli olandesi Marco van Basten, Ruud Gullit e poi Frank Rijkaard. Sacchi voleva che tutta la squadra attaccasse e difendesse insieme, con una linea difensiva alta, un blocco compatto e un pressing costante sul portatore di palla. La difesa con Baresi, Maldini, Tassotti e Costacurta diventò leggendaria. Il Milan vinse lo scudetto nel 1988 e la Coppa dei Campioni nel 1989 e nel 1990, e per molti è una delle più grandi squadre di club di sempre.

Quando nel 1991 Sacchi diventò commissario tecnico della Nazionale, al suo posto arrivò Fabio Capello. Era più pragmatico, ma i risultati furono ancora più impressionanti. Il Milan chiuse un intero campionato da imbattuto, stabilì il record di 58 partite di campionato consecutive senza sconfitte e vinse tre scudetti di fila. Il punto più alto arrivò ad Atene nel 1994, quando il Barcellona fu battuto 4–0 nella finale di Champions League.

Verso la fine del decennio qualcosa cominciò a scricchiolare. Van Basten dovette ritirarsi per un infortunio alla caviglia, Baresi lasciò nel 1997, e due stagioni finirono nella parte bassa della classifica. Ma nel 1999, esattamente cento anni dopo la fondazione, il Milan di Alberto Zaccheroni vinse lo scudetto dopo un gran finale di stagione. Per i tifosi fu il regalo perfetto per il centenario.

2000–2019

Gli anni di Ancelotti e una lunga caduta

Con Carlo Ancelotti il Milan vinse due Champions League, ma perse anche la finale più drammatica della storia. Poi il club entrò in un periodo difficile, tra cambi di proprietà e risultati deludenti.

Il nuovo millennio si aprì con Andriy Shevchenko in attacco. L'ucraino era arrivato dalla Dinamo Kiev nel 1999 e diventò presto uno dei migliori attaccanti d'Europa. Dopo un paio di stagioni turbolente, Berlusconi e l'amministratore delegato Adriano Galliani chiamarono in panchina l'ex rossonero Carlo Ancelotti nel novembre 2001.

Ancelotti costruì una squadra attorno a centrocampisti di grande qualità tecnica. Andrea Pirlo fu arretrato davanti alla difesa e da lì dettava il gioco, con Gennaro Gattuso come instancabile compagno di reparto e Clarence Seedorf e poi Kaká più avanti. Dietro di loro c'erano Maldini, Alessandro Nesta e Cafu, e in attacco segnavano Shevchenko e Filippo Inzaghi. Il Milan vinse la Champions League nel 2003 e lo scudetto nel 2004.

Nessun tifoso del Milan dimentica la notte di Istanbul del 2005. La squadra era avanti 3–0 all'intervallo nella finale contro il Liverpool, ma subì tre gol in sei minuti e perse ai rigori. L'anno dopo il club fu coinvolto nello scandalo arbitrale di Calciopoli e penalizzato. Eppure la squadra si prese la rivincita ad Atene nel 2007, battendo il Liverpool 2–1. Kaká vinse il Pallone d'Oro, e il Milan diventò campione del mondo per club.

Dopo il 2009 i grandi nomi se ne andarono uno dopo l'altro. Ancelotti partì, Maldini si ritirò e Kaká fu ceduto. Con Massimiliano Allegri in panchina e Zlatan Ibrahimović in attacco il Milan vinse comunque lo scudetto nel 2011, ma nell'estate 2012 furono ceduti sia Ibrahimović sia Thiago Silva, e molti veterani lasciarono il club nello stesso momento. La società era in difficoltà economiche e cambiava spesso allenatore.

Berlusconi vendette il club nel 2017 dopo più di 30 anni. La nuova proprietà cinese spese molto, ma l'acquisto era finanziato a debito e già l'anno dopo subentrò il fondo d'investimento Elliott. Per i tifosi fu un decennio di frustrazione, con il Milan spesso fuori dalla Champions League a guardare la Juventus vincere uno scudetto dopo l'altro.

2020–2026

Nuovo scudetto, nuova era

Il Milan ha vinto il suo 19º scudetto nel 2022, ma le ultime stagioni sono state segnate da cambi di proprietà, avvicendamenti in panchina, la questione stadio e il lutto.

Quando Zlatan Ibrahimović tornò nel gennaio 2020, il Milan era una squadra senza fiducia. Poco dopo la pandemia fermò il calcio, e le partite si giocarono a porte chiuse. Ma la giovane squadra di Stefano Pioli crebbe dopo la pausa, e nel 2021 il Milan tornò in Champions League per la prima volta in sette anni.

La stagione 2021–22 fu una stagione da favola. Con il portiere Mike Maignan, il difensore centrale Fikayo Tomori, il terzino Theo Hernández, Sandro Tonali a centrocampo e Rafael Leão come grande arma offensiva, il Milan riprese l'Inter nel finale e vinse il suo 19º scudetto. La squadra era giovane, veloce e affamata, e per molti tifosi più giovani fu la prima volta che vedevano il club vincere il campionato.

Quella stessa estate la società d'investimento statunitense RedBird acquistò il club da Elliott. L'anno dopo il Milan raggiunse la semifinale di Champions League, ma perse contro l'Inter. Poco dopo Paolo Maldini fu allontanato dalla dirigenza, provocando forti reazioni tra i tifosi. Nel giugno 2023 morì anche Silvio Berlusconi, l'uomo dietro l'epoca più grande del club.

Dopo l'addio di Pioli nel 2024 seguì un periodo turbolento. Paulo Fonseca fu esonerato dopo sei mesi, e Sérgio Conceição vinse la Supercoppa contro l'Inter con una clamorosa rimonta, ma la squadra chiuse all'ottavo posto e rimase fuori dall'Europa. Massimiliano Allegri tornò nel 2025, ma un quinto posto nel 2026 non bastò, e fu esonerato il giorno dopo l'ultima giornata.

L'estate e l'autunno 2026 sono stati segnati sia da un nuovo inizio sia dal lutto. Il portoghese Rúben Amorim è il nuovo allenatore, e il club, insieme all'Inter, ha acquistato San Siro con il progetto di un nuovo stadio. A luglio è morto la leggenda rossonera Franco Baresi, e a settembre San Siro ha compiuto 100 anni. Per i tifosi è un momento per ricordare la storia e sperare che la prossima grande epoca sia vicina.

Fonti

www.ansa.it, www.ilpost.it, www.acmilan.com, www.glieroidelcalcio.com, www.ilfoglio.it, www.tuttomercatoweb.com, sport.sky.it, www.goal.com, www.uefa.com, www.italyonthisday.com, rsssf.org, acmilan.com, uefa.com, www.football-italia.net, www.laziostories.com, footballhistory.org, www.realmadrid.com, sport.quotidiano.net, www.lapresse.it, www.dawan.africa, www.oasport.it, www.ilgiorno.it, www.90min.com, calciodangolo.com, www.pianetamilan.it, www.milannews.it, www.insideworldfootball.com