Prospettiva74 milioni per un centravanti, zero per un direttore sportivo
Il Milan ha venduto Rafael Leão, ha speso una cifra record per Gonçalo Ramos e ancora non ha un direttore sportivo. È ora che Gerry Cardinale ammetta che il modello non funziona.
A giugno RedBird ha deciso che al Milan non serviva un direttore sportivo. Il mercato doveva essere gestito da Hendrik Almstadt, le analisi da un apposito gruppo di «Football Intelligence», e l'ultima parola sarebbe spettata allo stesso Gerry Cardinale. La prima scelta, Markus Krösche, secondo Matteo Moretto aveva detto sì, ma l'Eintracht Francoforte ha detto no.
L'estate che è seguita dice molto sul perché fosse un problema. A inizio agosto il Milan non aveva ancora ceduto un solo giocatore, e Libero dava la colpa a una nuova struttura inesperta. Poi è arrivato tutto insieme nell'ultima settimana di mercato.
Rafael Leão è stato ceduto al Galatasaray per 38 milioni di euro il 30 agosto. Christopher Nkunku, Santiago Giménez e Samuele Ricci sono partiti in prestito con diritto di riscatto. In entrata sono arrivati Gonçalo Ramos dal PSG per 74 milioni più bonus, nuovo record del club, e Diego Moreira per 50 milioni.
Moreira è stato un successo. Ramos no. Ha segnato contro il Venezia ad agosto e da allora, in quattro partite, non ha fatto un solo tiro in porta. Ha segnato con il Portogallo contro la Norvegia il 4 ottobre, il che rende ancora più evidente che il problema sta in come il Milan lo utilizza. Un centravanti da 74 milioni ha bisogno di una squadra costruita per servirgli il pallone in area.
È esattamente questa visione d'insieme che deve garantire un direttore sportivo. Qualcuno deve dire che un centravanti da record e un allenatore che gioca con due trequartisti dietro un'unica punta devono essere compatibili, e che serve un piano B sulla sinistra quando Saelemaekers ed Estupiñán si fanno male nella stessa settimana.
Secondo Fantacalcio, ora Cardinale vuole comunque un direttore sportivo al fianco di Amorim. Si torna a fare il nome di Krösche, insieme a José Boto, che ha lavorato con Amorim al Benfica. Il club smentisce. Nel frattempo Zlatan Ibrahimović si è fatto vedere a Milanello per la prima volta in sei mesi.
Non c'è vergogna nel cambiare rotta. È invece una vergogna spendere oltre 120 milioni di euro per due giocatori senza che nessuno nel club abbia come compito principale pensare al progetto tecnico nel suo insieme. Il Milan è quinto, a due punti dalla Roma, e imbattuto in campionato. A ottobre basta. A gennaio qualcuno dovrà prendersi la responsabilità del mercato.
Fonti: Calcio e Finanza, Calciomercato.com, Libero, SempreMilan (entrate), SempreMilan (uscite), Yahoo Sports, Milanreports, Fantacalcio, beIN Sports
Immagine: Illustrazione generata con IA






